darktable page lede image
darktable page lede image

3.4.3. Effects group

The effects group contain the weird kids (local contrast, sharpness, high/low-freq, retouch, liquify, etc.)

3.4.3.1. Filigrana

Panoramica
Il modulo filigrana vi mette a disposizione uno strumento per inserire un oggetto vettoriale al di sopra della vostra immagine. Le filigrane sono normalissimi documenti SVG che possono essere disegnati utilizzando Inkscape.

Il processore SVG di darktable è anche in grado di sostituire determinate stringhe all'interno del documento SVG così da darvi l'opportunità di inserire nella filigrana delle informazioni legate all'immagine come il diaframma, il tempo di esposizione e altri parametri.

Le filigrane personalizzate vengono salvate nella cartella $HOME/.config/darktable/watermarks. Dopo averle copiate in questa posizione premete il pulsante ricarica a destra del nome del file per aggiornare la lista delle filigrane disponibili.

Here follows a list of available variable strings that is supported for substitution within the svg document. Beside this list you can also use the variable strings defined in export selected module.

$(DARKTABLE.NAME) The application name
$(DARKTABLE.VERSION) The version of darktable
$(WATERMARK_TEXT) A short free text (max. 63 characters)
$(WATERMARK_COLOR) The color to use for $WATERMARK_TEXT
$(WATERMARK_FONT_FAMILY) The font family to use for $WATERMARK_TEXT
$(WATERMARK_FONT_STYLE) The font style (normal, oblique, italic)
$(WATERMARK_FONT_WEIGHT) The font weight (boldness)
$(IMAGE.ID) The unique image id within current library
$(IMAGE.FILENAME) The image filename
$(IMAGE.BASENAME) The image file basename
$(IMAGE.EXIF) The image Exif string
$(EXIF.DATE) The image date
$(EXIF.DATE.SECOND) Seconds from the image Exif data
$(EXIF.DATE.MINUTE) Minutes from the image Exif data
$(EXIF.DATE.HOUR) Hours from the image Exif data (24h)
$(EXIF.DATE.HOUR_AMPM) Hours from the image Exif data (12h, AM/PM)
$(EXIF.DATE.DAY) Day of month from the image Exif data (01 .. 31)
$(EXIF.DATE.MONTH) Month from the image Exif data (01 .. 12)
$(EXIF.DATE.SHORT_MONTH) Month from the image Exif data localized (Jan, Feb, .. Dec)
$(EXIF.DATE.LONG_MONTH) Month from the image Exif data localized (January, February, .. December)
$(EXIF.DATE.SHORT_YEAR) Abbreviated year from the image Exif data (2013 is "13")
$(EXIF.DATE.LONG_YEAR) Full year from the image Exif data
$(DATE) Current system date
$(DATE.SECOND) Current system time seconds
$(DATE.MINUTE) Current system time minutes
$(DATE.HOUR) Current system time hours (24h)
$(DATE.HOUR_AMPM) Current system time hours (12, AP/PM)
$(DATE.DAY) Current system time day of month (01 .. 31)
$(DATE.MONTH) Current system time month (01 .. 12)
$(DATE.SHORT_MONTH) Current system time month localized (Jan, Feb, .. Dec)
$(DATE.LONG_MONTH) Current system time month localized (January, February, .. December)
$(DATE.SHORT_YEAR) Current system time year (abbreviated)
$(DATE.LONG_YEAR) Current system time year
$(EXIF.MAKER) The maker of camera model
$(EXIF.MODEL) The camera model
$(EXIF.LENS) The specific lens used
$(Xmp.dc.creator) The creator string
$(Xmp.dc.publisher) The publisher string
$(Xmp.dc.title) The title of the image
$(Xmp.dc.description) The description of the image. This is the field to use when you're looking for the user-specified text that some cameras add at shoot time to exif field «User Comment» (also called «Exif.Photo.UserComment»).
$(Xmp.dc.rights) The rights assigned to the image
$(GPS.LATITUDE) The image latitude coordinate (N/S 0 .. 90)
$(GPS.LONGITUDE) The image longitude coordinate (E/W 0 .. 180)
$(GPS.ELEVATION) The image elevation level (meters)
$(GPS.LOCATION) All three coordinates (latitude, longitude, elevation)

Uso
marcatore

Seleziona la filigrana da applicare. Utilizzate il pulsante ricarica a destra dell'elenco a discesa per aggiornare la lista con eventuali nuove filigrane appena aggiunte.

testo

Un campo dove immettere un testo libero lungo fino a 63 caratteri che verrà stampato se la filigrana lo prevede. Un esempio è disponibile su simple-text.svg.

colore testo

Questo campo visualizza il colore del testo. Cliccando sull'area colorata si apre una finestra di dialogo sulla quale è disponibile una selezione di colori comunemente utilizzati oppure potete aggiungerne uno di vostra scelta selezionandolo dal selettore RGB.

carattere testo

Questo campo vi permette di selezionare il font per il testo. Cliccando sul campo si apre una finestra di dialogo che elenca tutti i font installati sul sistema. I font possono essere ricercati per nome e di fianco ad ogni nome viene visualizzata un'anteprima del font stesso. Potete anche utilizzare un font personalizzato. Il font predefinito è «DejaVu Sans Book».

opacità

Imposta l'opacità della filigrana.

scala

Scala la filigrana indipendentemente dal numero dei pixel.

ruota

Imposta l'angolo di rotazione della filigrana.

scala

Definisce una referenza per la scala. Il parametro predefinito «immagine» scala la filigrana in proporzione alla larghezza dell'immagine. Diversamente potete scalare la filigrana relativamente al «bordo maggiore» o al «bordo minore».

allineamento

Utilizzate questi controlli per allineare la filigrana ad un angolo qualunque dell'immagine o al suo centro.

spostamento x

Spostamento relativo ad un tipo di allineamento sull'asse x.

spostamento y

Spostamento relativo ad un tipo di allineamento sull'asse y.

3.4.3.2. Cornice

Panoramica
Questo modulo permette di generare un cornice intorno all'immagine. La cornice consiste in un bordo di un colore definito dall'utente con un ulteriore bordo al suo interno dal colore sempre definito dall'utente. Avete a disposizione diverse opzioni che vi permettono di controllare la geometria della vostra cornice.
Uso
dimensione bordo

Questo selettore scorrevole imposta la dimensione della cornice in percentuale rispetto all'immagine sottostante.

aspetto

Con questo elenco a discesa potete scegliere tra diversi rapporti di dimensioni per l'output finale ovvero immagine più cornice.

orientamento

Se selezionate un aspetto finale diverso da quello quadrato questo elenco a discesa ne definisce l'orientamento: verticale/ritratto od orizzontale/panorama. Impostatelo ad «auto» se desiderate che sia darktable a selezionare l'orientamento basandosi sull'immagine sottostante.

posizione orizzontale

Seleziona uno dei rapporti predefiniti con i quali posizionare orizzontalmente l'immagine sottostante. Potete anche inserirne uno personalizzato nella forma «x/y».

posizione verticale

Seleziona uno dei rapporti predefiniti con i quali posizionare verticalmente l'immagine sottostante. Potete anche inserirne uno personalizzato nella forma «x/y».

dimensione della cornice

La percentuale della dimensione della linea della cornice relativa alla parte più piccola del bordo.

spostamento cornice

Dove la cornice viene posizionata relativamente all'immagine sottostante. Selezionando un valore uguale a 0 la linea della cornice toccherà l'immagine. Selezionare 100% per far sì che la linea tocchi il bordo esterno.

colore bordo

Un selettore di colore per definire il colore del bordo. Cliccando sull'area colorata si apre una finestra di dialogo sulla quale è disponibile una selezione di colori comunemente utilizzati oppure potete aggiungerne uno di vostra scelta selezionandolo dal selettore RGB.

Potete attivare un selettore di colore premendo e prelevare un campione direttamente dalla vostra immagine. Potete passare dalla modalità puntiforme a quella ad area direttamente dal pannello globale del selettore di colore (vedi Sezione 3.3.6, «Selettore colore globale»).

colore della cornice

Un selettore di colore che permette di definire il colore della cornice. Cliccando sull'area colorata si apre una finestra di dialogo sulla quale è disponibile una selezione di colori comunemente utilizzati oppure potete aggiungerne uno di vostra scelta selezionandolo dal selettore RGB.

Potete attivare un selettore di colore premendo e prelevare un campione direttamente dalla vostra immagine. Potete passare dalla modalità puntiforme a quella ad area direttamente dal pannello globale del selettore di colore (vedi Sezione 3.3.6, «Selettore colore globale»).

Esempi

Esempio di immagine con una cornice definita dall'utente.

3.4.3.3. Vignettatura

Panoramica
Questo modulo è una caratteristica artistica per creare vignette (modifica della luminosità/saturazione ai bordi).
Uso

Il modulo vignettatura ha una vasta serie di parametri per controllare con precisione il suo comportamento. Inoltre verranno visualizzati dei controlli grafici sull'immagine quando il modulo è attivato. Per capire bene come funziona è sufficiente provarlo. I controlli grafici e quelli numerici vengono immediatamente sincronizzati.

E' risaputo che questo modulo causa artefatti a scalettatura in certe condizioni pertanto dovreste prendere in considerazione anche l'utilizzo del modulo dithering (vedi Sezione 3.4.1.1, «Dithering»).

scala

Imposta il raggio dell'area da vignettare.

intensità della caduta di luce

Imposta la progressione della caduta di luce. Valori più alti causano una transizione più dura.

luminosità

Imposta l'intensità dello schiarimento (valori positivi) o inscurimento (valori negativi).

saturazione

Controlla l'intensità dei colori quando vengono desaturati o saturati nell'area più scura o più chiara della vignetta.

centro orizzontale

Sposta il centro dell'area della vignetta orizzontalmente.

centro verticale

Sposta il centro dell'area della vignetta verticalmente.

forma

Influenza la forma dell'area della vignetta. Il valore predefinito di 1 corrisponde a un'area circolare o ellittica. Valori inferiori convertono l'area in una forma quadrata: valori superiori la rendono una forma a stella.

rapporto automatico

Cliccate questo pulsante per dimensionare automaticamente l'area della vignetta in base alle dimensioni dell'immagine sottostante. L'area della vignetta diventerà tipicamente ellittica.

rapporto larghezza/altezza

Impostate manualmente il rapporto larghezza/altezza dell'area della vignetta.

dithering

Da questo elenco a discesa potete attivare una funzione di dithering per evitare la formazione di artefatti a scalettatura causati dal gradiente della vignettatura. Selezionate «8-bit in uscita» per prevenire artefatti a schermo e per i files JPEG. Se lo impostate a «16-bit in uscita» verrà applicato solo un leggero dithering necessario a compensare eventuali scalettature su un livello a 16-bit (molto più fine). Questa caratteristica è stata resa obsoleta dal modulo dithering (vedi Sezione 3.4.1.1, «Dithering»).

Esempi

Un'immagine con la vignettatura e i relativi controlli grafici.

3.4.3.4. Luce soffusa

Panoramica
Questo modulo permette di applicare un effetto artistico per sfocare l'immagine meglio noto come effetto Orton.
Uso

Michael Orton otteneva questo effetto dalla pellicola con due esposizioni della medesima scena: una esposta correttamente e una seconda sovraesposta. Successivamente, in camera oscura, l'immagine sovraesposta veniva sfocata e le due immagini venivano fuse in una sola.

Questo modulo praticamente imita il processo analogico di Orton in ambiente digitale. Potete controllare la luminosità e la sfocatura con gli appositi controlli. Trovate anche un ulteriore selettore scorrevole per la saturazione dell'immagine sovraesposta che vi permette di esplorare diversi risultati.

dimensione

La dimensione della sfocatura dell'immagine sovraesposta. Più alto il valore e più sfocata l'immagine.

saturazione

Imposta la saturazione dell'immagine sovraesposta.

luminosità

Espresso in [EV], il selettore scorrevole luminosità imposta l'aumento di luminosità.

fusione

Controlla la fusione dell'immagine sovraesposta e l'effetto finale.

Esempi

Questa è l'immagine originale. Utilizzatela come referenza per le modifiche qui sotto...
In questa immagine sono stati utilizzati i valori predefiniti aggiungendo 0,33EV di luminosità per aggiungere un po' più di luce nel livello sfumato.
Questa è la stessa versione visualizzata sopra ma con un 25% di saturazione.

3.4.3.5. Grana

Panoramica
Questo modulo è in grado di simulare la grana tipica della pellicola.
Uso

La grana viene processata all'interno del canale L dello spazio colore CIELAB.

grezzo

Imposta la dimensione della grana che è stata scalata per simulare un numero ISO.

intensità

Imposta l'intensità dell'effetto.

3.4.3.6. Monocromia

Panoramica
Questo modulo vi permette di convertire molto rapidamente un'immagine in bianco e nero e vi mette a disposizione una grossa varietà di filtri colorati per farlo.
Uso

E' disponibile un selettore di colore premendo che automaticamente imposterà la posizione e la dimensione del filtro. Potete passare dalla modalità punto a quella area dall'interno del selettore colore globale (vedi Sezione 3.3.6, «Selettore colore globale»).

La posizione centrale predefinita del filtro ha un effetto neutro ma se lo trascinate in una diversa posizione raggiungete lo stesso effetto che otterreste scattando una fotografia in analogico attraverso un classico filtro colorato.

Allo stesso modo della posizione potete anche cambiare la grandezza del filtro usando la rotella del mouse. In questo modo potete rendere la gamma tonale del vostro filtro più o meno selettiva.

Suggerimento: prima di tutto riducete la grandezza del filtro per concentrare il suo effetto e spostatelo sulla paletta tonale fino a trovare l'effetto che stavate cercando. Fatto questo allargate il filtro per includere più variazioni di colore e, di conseguenza, dei toni più naturali.

In certe condizioni, come fonti di luce blu molto saturata, questo modulo può produrre dei pixel neri artefatti. Vedi l'opzione taglio gamma. (Sezione 3.4.1.11, «Profilo colore di ingresso») per capire come ridurre questo problema.

3.4.3.7. Visione luminosità scarsa

Panoramica

Il modulo visione luminosità scarsa vi permette di simulare la visione umana in condizioni di bassa luminosità facendo sì che l'immagine finale risulti il più possibile vicino alla realtà. Può essere utilizzata anche per trasformare una visione diurna in una notturna.

L'idea è quella di calcolare una visione scotopica così come se venisse recepita dai bastoncelli piuttosto che dai coni dell'occhio. La luminosità scotopica viene poi mixata con il valore fotopico (il normale valore dei pixel dell'immagine) utilizzando diverse funzioni di fusione. Questo modulo è anche in grado di simulare un effetto Purkinje aggiungendo dei toni di blu alle parti più scure dell'immagine.

Uso

Questo modulo ha diversi controlli. Provateli per capire esattamente come funzionano.

curva

L'asse orizzontale identifica la luminosità dei pixel da scuro (sinistra) a chiaro (destra). L'asse verticale rappresenta il tipo di visione da notturna (basso) a diurna (alto).

blu

Imposta i riflessi blu nelle ombre (effetto Purkinje)

Esempi

Immagine 1. Questa è l'immagine originale.
Immagine 1. Con il modulo visione luminosità scarsa attivato.

Immagine 2. Questa è l'immagine originale.
Immagine 2. Con il modulo visione luminosità scarsa attivato.

3.4.3.8. Luce soffusa

Panoramica
Questo modulo identifica le alte luci, le sfoca e quindi le fonde (in modalità luminosità) con l'immagine originale al fine di creare un soffice effetto di luce soffusa sull'immagine: da qui il nome dell'effetto. Ci sono molti modi di utilizzare questo modulo a seconda del tipo di illuminazione che ha la scena fotografata.
Uso

Partendo dalle impostazioni predefinite provate a variare il cursore intensità fino a trovare un risultato soddisfacente. Fatto questo variate il cursore dimensione per controllare la diffusione della luce.

dimensione

Rappresenta l'estensione spaziale dell'effetto luce soffusa.

soglia

Imposta la soglia per l'aumento della luminosità.

intensità

Imposta l'intensità dell'aumento luminoso.

Esempi

Questa è l'immagine originale. Utilizzatela come referenza per le modifiche qui sotto...
Qui abbiamo scelto di utilizzare una dimensione del 10% che è un raggio tutto sommato piccolo per la diffusione della luce. Abbiamo quindi alzato l'intensità al 50% per esagerare l'effetto.

3.4.3.9. Contrasto locale

Panoramica
Questo modulo permette di aumentare il contrasto locale e supporta due differenti modalità: quella predefinita utilizza un filtro laplacian locale mentre l'altra fa uso di un filtro bilaterale non normalizzato. Entrambe le modalità lavorano sul canale L dello spazio Lab.
Uso

Il contrasto locale aumenta il dettaglio della vostra immagine similmente all'equalizzatore (vedi Sezione 3.4.3.14, «Equalizzatore»). E' tuttavia più semplice da usare perché non richiede all'utente di operare su differenti bande di frequenza. Il filtro locale laplacian è stato progettato in modo da essere molto efficiente contro la formazione di aloni indesiderati e di gradienti negativi lungo i bordi.

modo

Selezione di "filtro laplacian locale" oppure "griglia bilaterale non-normalizzata". Le opzioni per la griglia bilaterale sono: ruvidezza, contrasto e dettaglio. Il filtro locale laplacian supporta invece: dettaglio, luminosità, ombre e mezzi-toni. La modalità locale laplacian supporta l'apertura delle ombre e la compressione delle alte luci in modo similare al modulo ombre e alte luci.

Griglia bilaterale
grezzo

Rende i dettagli da modificare più fini o ruvidi.

contrasto

La potenza usata dall'algoritmo per distinguere tra livelli di luminosità. Aumentando il valore si ottiene un risultato più contrastato.

dettaglio

Aggiungi o rimuovi dettagli. Valori più elevati aumentano il contrasto locale.

Laplacian locale

Per comprendere i parametri del filtro locale laplacian potete immaginare di applicare una curva ad un'immagine, come in questa figura:

. Il risultato verrà applicato all'immagine di origine in modo che lavori localmente per evitare qualsiasi formazione di artefatti ad alone.

dettaglio

Aggiunge o rimuove dettagli. Valori più alti aumenteranno il contrasto locale. Questo inserirà un elemento ad S nel centro della curva per aumentare o ridurre il contrasto locale. Per immagini monocromatiche è spesso possibile spingere questo parametro a valori estremi senza rischiare di ottenere effetti ridicoli o artefatti.

alte luci

Questo modifica la parte terminale della curva, aumentando o comprimendo il contrasto nelle alte luci. Un valore basso ridurrà la luminosità.

ombre

Come il parametro alte luci, questo modifica la parte terminale opposta della curva aumentando o riducendo, di conseguenza, il contrasto delle ombre. Un valore più alto genererà un maggiore contrasto nelle ombre. Bassi valori tenderanno a livellare le ombre simulando lo stesso effetto di una luce di riempimento. Notare che questa operazione viene effettuata manipolando localmente l'immagine, tuttavia ciò non significa che un'immagine molto scura possa essere illuminata in questo modo. Con questa modalità verranno illuminati solo oggetti scuri davanti ad oggetti luminosi.

gamma toni medi

Questo controlla l'ampiezza della parte ad S della curva di contrasto. Un valore più alto genererà una S più ampia e, di conseguenza, più valori verranno riconosciuti come mezzi-toni e meno come ombre e alte luci. In una situazione di alta gamma dinamica può essere utile ridurre questo valore per ottenere una buona compressione della gamma abbassando il contrasto nelle zone di ombra e nella alte luci. Notare tuttavia che in presenza di un'immagine HDR questo controllo funziona meglio se utilizzato in combinazione con una curva base che pre-comprime la gamma dinamica, tipo una curva base logaritmica. Inoltre anche la fusione dell'esposizione nel modulo curva base potrebbe portare a buoni risultati ma è più probabile che si producano artefatti ad alone.

Questa impostazione può causare artefatti a scalettatura nell'immagine se viene impostata a valori estremi. Questo è dovuto alla modalità che darktable utilizza per calcolare l'approssimazione del filtro locale laplacian.

Esempio
Prima
Dopo: il risultato è stato esagerato per dimostrare in modo chiaro l'effetto. Utilizzate questo parametro con parsimonia per evitare un risultato finale troppo pacchiano.

3.4.3.10. Mappatura dei colori

Panoramica
Questo modulo trasferisce l'atmosfera di una foto ad un'altra. Statisticamente analizza le caratteristiche di colore di un'immagine sorgente e di un'immagine di destinazione. I colori dell'immagine sorgente vengono quindi mappati sui corrispondenti colori dell'immagine di destinazione.
Uso

Sono richiesti due passaggi successivi per attivare questo modulo.

Prima di tutto dovrete aprire l'immagine sorgente in modalità camera oscura e acquisirne le caratteristiche di colore premendo il pulsante «acquisisci sorgente». Verrà generata una paletta di colori che sarà visualizzata all'interno della griglia «cluster di origine». Ogni cluster è rappresentato da una serie di caselle colorate con il valore medio al centro e, intorno, le variazioni di colore all'interno del cluster stesso. I cluster sono ordinati in modo ascendente in base al proprio peso ovvero al numero di pixel che contribuiscono ad ogni cluster.

Fatto questo dovrete aprire la vostra immagine di destinazione in modalità camera oscura. darktable avrà memorizzato i cluster colorati che avete appena acquisito: se non li vedete premete il pulsante . Ora premete «acquisisci destinazione» per generare una serie di cluster corrispondenti per la vostra immagine di destinazione che saranno visualizzati nella griglia «cluster di destinazione».

Quando avrete acquisito entrambi i cluster di origine e di destinazione una mappatura automatica dei colori verrà applicata alla vostra immagine di destinazione. Lasciando i parametri predefiniti l'effetto risulta leggermente esagerato. Una serie di selettori scorrevoli vi permette di calibrare l'intensità dell'effetto. Potete anche utilizzare la modalità di fusione «normale» per limitare l'effetto (vedi Sezione 3.2.5.4, «Operatori di fusione»). Dal momento che il modulo mappatura dei colori viene applicato nella prima parte del flusso di sviluppo siete in grado di controllare in modo molto preciso i colori con il modulo curva di tono (vedi Sezione 3.4.2.13, «Curva di tono») oppure correzione colore (vedi Sezione 3.4.2.7, «Correzione colore»).

acquisisci sorgente/destinazione

Premete questo pulsante per generare i cluster di colore rispettivamente per l'immagine sorgente e quella di destinazione. Questa operazione richiede qualche secondo: durante questo tempo l'interfaccia non risponde ai comandi.

numero di cluster

Imposta il numero dei cluster di colore da utilizzare. Se cambiate questo parametro tutti i colori eventualmente già acquisiti verranno annullati e sarà necessario ripetere l'operazione.

dominanza colore

Questo parametro controlla la mappatura tra i cluster di origine e quelli di destinazione. A bassi valori la mappatura si basa sulla prossimità dei colori. In questo caso l'effetto sull'immagine di destinazione sarà molto lieve. Se i valori vengono portati al massimo la mappatura viene effettuata in base al peso dei colori nei vari cluster: i colori dominanti dell'immagine di origine verranno mappati ai colori dominanti dell'immagine di destinazione. In questo caso l'effetto sarà veramente molto pronunciato.

equalizzazione istogramma

Oltre alla mappatura delle caratteristiche dei colori questo modulo può anche variare il contrasto dell'immagine di destinazione adeguando l'istogramma a quello dell'immagine di origine. Questo selettore scorrevole vi permette di regolare l'incidenza di questo effetto.

Esempi

L'immagine sorgente scattata poco dopo il tramonto in condizioni di illuminazione frontale.
L'immagine di destinazione scattata nel pomeriggio con un cielo parzialmente nuvoloso. Il nostro obiettivo è quello di trasferire l'atmosfera della sera presente sull'immagine di origine.
L'immagine di destinazione dopo l'applicazione della mappatura dei colori. In questo caso sono stati utilizzati solo 2 cluster. «dominanza colore» è impostato al 100% per un effetto molto marcato (ma credibile) mentre «equalizzazione istogramma» è stato impostato all'80%.

3.4.3.11. Nitidezza

Panoramica
Questo strumento altro non è che una classica maschera di contrasto (UnSharp Mask - USM) utile per esaltare i dettagli in un'immagine.
Uso

Questo modulo aumenta il contrasto intorno ai bordi e, di conseguenza, aumenta l'impressione di nitidezza dell'immagine. In darktable questo modulo viene applicato solamente al canale L dello spazio colore Lab.

raggio

Una parte dell'algoritmo della Maschera di Contrasto applica una sfocatura gaussiana all'immagine. In questo modo controlla il raggio di sfocatura che è l'elemento che definisce l'estensione spaziale dell'angolo di contrasto. Valori troppo elevati portano sempre a brutte immagini super-definite.

quantità

Questo parametro controlla l'intensità del contrasto.

soglia

Le differenze di contrasto al di sotto di questa soglia verranno escluse dall'operazione di aumento del contrasto. Da utilizzare per evitare l'amplificazione del rumore.

3.4.3.12. Passa-alto

Panoramica
Passa-alto agisce come un filtro passa alto. L'utilizzo primario di un filtro di questo tipo è in combinazione con un operatore di fusione. Provate il metodo di fusione «luce soffusa» per rendere l'immagine più nitida. Utilizzate il selettore scorrevole opacità per sistemare l'intensità dell'effetto oppure utilizzate una maschera disegnata (vedi Sezione 3.2.5.5, «Maschera disegnata») oppure una maschera parametrica (vedi Sezione 3.2.5.6, «Maschera parametrica») per confinare l'effetto ad una parte soltanto della vostra immagine.
Uso
nitidezza

Imposta la nitidezza. Più alto il valore, maggiore il dettaglio.

aumento contrasto

Imposta l'aumento del contrasto.

3.4.3.13. Passa-basso

Panoramica
Un filtro passa-basso (ovvero sfocatura gaussiana) con controlli addizionali per il contrasto e la saturazione. L'utilizzo primario di questo filtro dovrebbe essere fatto insieme ad un ammorbidisci con (vedi Sezione 3.2.5.4, «Operatori di fusione»). Provate il preset «maschera contrasto locale» con il metodo di fusione «sovrapposizione» .
Uso

Questo modulo offre un potenziale artistico notevole sebbene i risultati siano difficili da prevedere.

raggio

Imposta il raggio per la sfocatura.

ammorbidisci con

Questo elenco a discesa permette di selezionare l'algoritmo per la sfocatura: potete scegliere tra una sfocatura «gaussiana» (predefinito) e un filtro «bilaterale». Quest'ultimo imposta una sfocatura che preserva i bordi. Il «gaussiano» sfoca tutti i canali dell'immagine: L, a e b mentre il «bilaterale» sfoca solo il canale L.

contrasto

Cambia il contrasto. Valori negativi danno come risultato un'immagine negativa invertita. Valori alti assoluti aumentano il contrasto mentre valori assoluti bassi lo riducono. Un valore uguale a zero restituisce un piano neutro.

luminosità

Cambia la luminosità. Valori negativi restituiscono un'immagine scura mentre valori positivi aumentano la luminosità dell'immagine.

saturazione

Cambia la saturazione del colore. Valori negativi restituiscono colori complementari invertendo i canali a/b. Alti valori assoluti aumentano la saturazione del colore mentre valori assoluti bassi la riducono. Il valore zero restituisce un'immagine in bianco e nero desaturata.

Esempi

L'immagine originale già pesantemente manipolata. La barca non è nulla più di una silhouette.
Sfocatura bilaterale con un alto raggio. Desaturata, invertita e con molto contrasto.
Il risultato intermedio con il filtro passa basso...
...e l'immagine finale dopo avere applicato il modulo in modalità fusione "luce vivida".

3.4.3.14. Equalizzatore

Panoramica
Questo modulo è molto versatile e può esser utilizzato per applicare tanti effetti come: bloom, riduzione rumore, chiarezza e aumento del contrasto locale. Lavora sulle frequenze e i suoi parametri possono essere regolati separatamente su ogni diversa frequenza.
 
Uso

Ogni frequenza può essere modificata separatamente. In particolare è possibile sistemare la soglia di contrasto e di riduzione del rumore sia per la luminanza che per la crominanza («luma» e «chroma»), così come l'acutezza («spigoli») della base dell'onda di ogni frequenza.

E' possibile trascinare ciascun cursore con un approccio proporzionale. Utilizzate la rotella del mouse per variare il raggio all'interno del quale le modifiche avranno effetto. L'area trasparente vi indica dove è possibile trascinare il cursore secondo la posizione corrente del mouse e il raggio impostato. I piccoli triangoli sull'asse x possono essere riposizionati per variare la posizione dei nodi corrispondenti.
Trascina la linea superiore (i cerchi chiari, nell'esempio, sono riferiti al canale della luminosità) per modificare il contrasto locale. Spingendola verso l'alto, come in questo caso, aumenterà il contrasto in quella frequenza. Le frequenze più alte, ovvero i dettagli più piccoli, sono localizzate nella parte destra della griglia. La linea può essere anche trascinata verso il basso.
La linea inferiore (cerchi neri) viene utilizzata per ridurre il rumore. Modifica la soglia di larghezza dell'onda per ogni frequenza. Spingetela verso l'alto per visualizzare l'effetto. In questo esempio il rumore, che era stato amplificato dal contrasto locale, viene rimosso.
Questa immagine mostra gli effetti del parametro bordo. In questo caso è stato portato a zero per tutte le bande. Con questi parametri si tratta di un'onda à trous a tutti gli effetti, senza rilevazione dei bordi, e lo si vede dal caratteristico alone intorno ai bordi più sottili.

Notare che il parametro bordo influisce solo sulla base dell'onda e non direttamente sull'immagine. Dovrete cambiare dei parametri di rumore/contrasto per vedere un effetto in conseguenza della variazione del parametro bordo.

Questo modulo ha anche un selettore scorrevole «fusione» subito sotto l'interfaccia del grafico. Regolando questo selettore scorrevole si aumenta o diminuisce il grafico lungo l'asse y. Questo selettore scorrevole è stato aggiunto per darvi modo di variare l'intensità dell'effetto: non è un parametro vero e proprio del modulo. Nel momento in cui abbandonate la vista camera oscura tutte le modifiche vengono fissate nell'apposita curva.

Provate le regolazioni predefinite che sono sempre un buon punto di partenza per iniziare a padroneggiare completamente i controlli. Tra gli altri trovate due interessanti modi per aumentare la «chiarezza» dell'immagine.

3.4.3.15. Ritocco

Panoramica
Ritocco vi permette di riparare, clonare, riempire e sfocare certe aree dell'immagine. Può effettuare una scomposizione wavelet che separa l'immagine stessa in diverse scale di frequenza, dalla più fine alla più grossolana, per poter quindi applicare il ritocco singolarmente ad ogni frequenza.
Uso

Per un utilizzo molto semplice, con i parametri predefiniti, aggiungete una forma all'immagine come si fa con il modulo rimozione macchie (vedi Sezione 3.4.3.16, «Rimozione macchie»). Per utilizzare invece il filtro scomposizione wavelet occorre prima di tutto identificare la scala su cui operare (vedi sotto) e quindi aggiungere le forme.

L'interfaccia utente è divisa in tra sezioni principali: scomposizione wavelet, strumenti e forme ritocco.

sezione scomposizione wavelet

La barra della scomposizione wavelet controlla l'algoritmo di scomposizione. E' costituita da un'area centrale divisa in riquadri e da due selettori scorrevoli. Il primo riquadro è la scala zero e rappresenta l'immagine originale, il secondo è la scala 1 e così via.

Il selettore in basso seleziona il numero delle scale: zero significa che non verrà fatta nessuna scomposizione. Il numero massimo delle scale dipende dalle dimensioni dell'immagine ma è possibile comunque selezionare qualsiasi numero. Se l'immagine non è abbastanza grande per il numero di scale selezionato, verrà utilizzato il maggior numero di scale disponibili per l'immagine e le restanti verranno ignorate.

L'immagine viene scomposta in tante scale quante ne sono state selezionate più l'immagine residua. Quindi, se sono state selezionate 5 scale, zero sarà l'immagine originale, da 1 a 5 avremo le varie scale di dettaglio e 6 sarà l'immagine residua. Come aiuto visuale l'immagine originale è rappresentata dal riquadro nero, quelle di dettaglio da riquadri grigio chiari, l'immagine residua da un riquadro bianco e i riquadri grigio scuri rappresentano le scale inattive.

L'area centrale permette di selezionare una scala alla quale sarà possibile applicare i ritocchi facendo click con il pulsante sinistro del mouse. La scala selezionata viene individuata da una sottile cornice rossa. E' possibile selezionare come scala attiva qualsiasi scala, anche se maggiore del numero di scale che sono state fissate. Qualsiasi operazione applicata ad una scala a destra dell'immagine residua verrà ignorata dal momento che queste scale non saranno processate.

Vengono visualizzate solamente le forme sulla scala corrente. Nel caso in cui la scala dovesse cambiare, le forme verranno visualizzate di conseguenza.

Una sottile linea verde sul lato superiore di ogni riquadro significa che la scala ha delle forme associate.

I dettagli delle scale più fini possono essere visualizzati solamente a certi livelli di zoom. Una sottile linea grigia sopra i riquadri raggruppa tutte quelle scale con dettagli visibili al livello di zoom attuale.

Il selettore scorrevole in alto regola la caratteristica fusione scala. Questa funzione permette di effettuare un'operazione di correzione contemporanea su scale consecutive partendo da quella con numero maggiore (esclusa l'immagine residua) e scendendo fino a quella con il numero selezionato dal selettore scorrevole. Se viene impostato il numero 3 e la scala massima è 5 allora tutte le correzioni applicate alla scala 5 verranno applicate a tutte le scale dalla 3 alla 5. I ritocchi applicati alla scala 4 verranno applicati alle scale 3 e 4 e tutti quelli fatti alla scala 3 saranno applicati solamente alla scala 3. Le scale fuse vengono visualizzate da un colore giallo-verde. Se il valore è zero significa che la caratteristica di fusione non viene utilizzata.

Il pulsante visualizza scala wavelet ( ) permette di visualizzare la scala attiva. Quando questa opzione è attiva viene disattivata la possibilità di effettuare delle fusioni. Se, invece, sono state abilitate delle modalità di fusione all'interno del modulo ed è stata attivata la modalità di visualizzazione maschera, allora questa caratteristica non può essere utilizzata. Quando l'opzione è attiva viene visualizzata la nuova sezione «visualizza scala singola» che permette di regolare i livelli dell'immagine attiva. Questa regolazione serve solamente come comodità per visualizzare meglio l'immagine su cui si sta operando in quanto non avrà nessun effetto sull'immagine finale. E' disponibile anche il pulsante di regolazione automatica ( ). Questa funzione agisce solamente sull'immagine visualizzata pertanto avrete dei risultati diversi zoomando l'immagine avanti/indietro. Ricordare inoltre che i livelli vengono applicati solamente all'immagine attiva e non all'immagine originale o all'immagine residua.

I pulsanti di copia e incolla permettono di spostare le forme da una scala ad un'altra. Per fare ciò occorre prima di tutto selezionare la scala corrente, cliccare il pulsante taglia ( ), selezionare la scala di destinazione e cliccare su incolla ( ). Questo può tornare utile, ad esempio, quando sono stati applicati dei ritocchi all'immagine residua ma c'è bisogno di cambiare la quantità di scale: dato che l'immagine residua verrà modificata occorre portare le forme su quella nuova.

Il pulsante disabilita forme ( ) impedisce temporaneamente di processare le forme per permettere una rapida comparazione del risultato prima e dopo.

Il pulsante visualizza maschere ( ) opera similarmente a quello della modalità fusione, ma agisce solamente sulle forme della scala corrente. Questa opzione non può essere utilizzata contemporaneamente a quella della modalità fusione.

sezione strumenti di ritocco

La barra delle forme permette di aggiungere nuove forme all'immagine. La generazione e la modifica delle forme funziona esattamente come quella del modulo rimozione macchie. In più con un Ctrl+click su una forma si può attivare la modalità aggiunta continua. Quando viene aggiunta una forma, darktable rimane in modalità generazione, permettendo di aggiungere un'altra forma dello stesso tipo. Per cambiare il tipo di forma da aggiungere fare Ctrl+click su una forma differente per inserirla in modalità aggiunta continua oppure usare un singolo click per aggiungere una forma singolarmente. Per abbandonare la modalità di inserimento continuo è sufficiente fare click con il pulsante destro del mouse in una qualsiasi area libera dell'immagine.

La barra degli algoritmi permette di selezionare tra ripara ( ), clona ( ), riempi ( ) e sfoca ( ). L'algoritmo da utilizzare deve essere selezionato prima di selezionare la forma – una volta che la forma è stata creata non è più possibile selezionare un diverso algoritmo.

Qualsiasi combinazione di tipo di forme e algoritmi può essere aggiunta all'immagine.

sezione forme

Il campo forma selezionata permette di visualizzare la forma che è stata scelta. Per selezionare una forma occorre cliccare su di essa, per deselezionarla occorre cliccare su un'area vuota dell'immagine.

Quando viene selezionata una forma viene attivato anche il controllo opacità maschera. Questo permette di visualizzare e impostare l'opacità della maschera. L'opacità è una proprietà della forma selezionata e non viene utilizzata come valore predefinito per le forme che verranno aggiunte successivamente.

Selezionando diversi algoritmi verranno visualizzate diverse proprietà:

algoritmo di riempimento
modalità riempimento

Può essere cancella o colora. Cancella viene usato per rimuovere un dettaglio da una certa frequenza. Colora permette di selezionare un colore per riempire l'area definita dalla forma.

luminosità

Aggiungi

algoritmo di sfocatura
tipo sfocatura

Può essere gaussiana o bilaterale.

raggio sfocatura

Imposta il raggio per la sfocatura.

Il valore impostato per ognuna di queste proprietà viene utilizzato come predefinito al momento della creazione di una nuova forma.

3.4.3.16. Rimozione macchie

Panoramica
La rimozione macchie vi permette di correggere un'area della vostra immagine utilizzandone un'altra come modello.
Uso

Questo modulo fa uso di alcune delle forme già utilizzate dalle maschere disegnate come cerchi, ellissi e tracciati. L'interfaccia utente e i controlli sono i medesimi già visti e spiegati in dettaglio in Sezione 3.2.5.5, «Maschera disegnata».

Selezionate la forma desiderata cliccando sull'icona corrispondente quindi cliccate sull'immagine nel punto che necessita la correzione ovvero l'area di destinazione. Verrà visualizzata una croce che identificherà la posizione dell'area di origine.

The source positioning has two modes: absolute or relative. To set the absolute mode, while creating a shape, Shift+Ctrl+click on the desired position. From now on, all new shapes will have the source created at that position. To set the relative mode, still while creating a shape, Shift+click on the desired position. The current shape will have the source created at that position and the subsequent ones will have the source created at the same relative position.

L'area sorgente e quella di destinazione potranno essere trascinate in diverse posizioni fino a trovare il risultato desiderato. Un segnaposto a croce vi aiuta a distinguere le due diverse aree.

Utilizzate i controlli specifici per modificare la grandezza, l'ampiezza del bordo ed altri attributi.

Fare click destro su di una forma per cancellarla.

Per completare le modifiche è necessario contrarre il modulo.

Esempi

Usiamo un ritratto come esempio: vogliamo rimuovere dello sporco e delle luci indesiderate causate dal flash integrato della fotocamera.
Tutti i punti da rimuovere sono stati selezionati con forme circolari e tutte le aree sorgenti opportunamente identificate.
Ecco il risultato dell'operazione di rimozione.

3.4.3.17. Fluidifica

Panoramica
Il modulo fluidifica mette a disposizione un modo molto versatile di spostare i pixel applicando a parti dell'immagine una distorsione in modalità libera. Per aiutarvi a portare a termine questa operazione ci sono tre strumenti: punti, linee e curve.

Ogni strumento del modulo fluidifica si basa sui nodi. Un punto è costituito da un singolo nodo, una linea o una curva consiste in una serie di nodi che definiscono un tracciato.

Per ogni istanza del modulo fluidifica avete a disposizione al massimo 100 nodi. Per applicare una distorsione maggiore potete utilizzare più istanze del modulo stesso. Considerate tuttavia che il modulo fluidifica utilizza parecchie risorse.

Uso
Gli elementi base di tutti gli strumenti del modulo fluidifica sono i nodi.

Per spostare un nodo potete tenere cliccato e trascinare il suo punto centrale. Il raggio descrive l'area all'interno della quale verrà applicato l'effetto: la distorsione verrà fatta solamente all'interno del raggio. Per modificare il raggio trascinate le maniglie sulla sua circonferenza. Un vettore che parte dal centro [del raggio] visualizza la direzione della distorsione e la lunghezza dello stesso ne indica l'intensità. Potete modificare il vettore trascinandone l'estremità a freccia.

deformazioni e conteggio dei nodi

Questo campo visualizza il numero delle deformazioni (oggetti individuali di distorsione) e quello dei nodi attualmente utilizzati.

strumento di puntamento

L'icona attiva lo strumento di puntamento e con il pulsante sinistro del mouse potete posizionarlo sull'immagine.

A point is formed by a single node. In a point the strength vector has three different modes which are toggled using Ctrl+click over the arrowhead of the strength vector:

linear The linear mode produces a linear distortion inside the circle. Starting from the opposite side of the strength vector and following the strength vector's direction. This is the default mode.
radial growing In this mode the strength vector's effect is radial, starting with a strength of 0% in the center and growing when going away from the center. This mode is depicted by an additional circle with the arrow pointing outwards.
radial shrinking In this mode the strength vector's effect is radial, starting with a strength of 100% in the center and shrinking when going away from the center. This mode is depicted by an additional circle with the arrow pointing inwards.

Notare che l'intensità dell'effetto varia linearmente da 0 a 100% tra il centro e il raggio del punto di controllo. E' possibile modificare l'effetto di sfocatura dei bordi cliccando al centro del cerchio:

predefinito Lineare dal centro verso il raggio.
morbido Verranno visualizzati due cerchi concentrici che possono essere modificati indipendentemente per ammorbidire l'intensità dell'effetto. Notare che cliccando di nuovo al centro del cerchio serve a nascondere i controlli della sfocatura mentre l'effetto ottenuto non tornerà allo stato precedente.

Un punto può essere rimosso facendo click-destro sul suo centro.

strumento linea

Cliccando l'icona si attiva il controllo linea quindi fate click sinistro per fissare il primo punto sull'immagine: spostatevi e fate click sinistro nuovamente per fissare un altro punto ed iniziare così a disegnare il vostro tracciato. Per terminare occorre fare click col pulsante destro del mouse in un punto qualunque.

Una linea è un insieme di punti. I punti sono collegati insieme e l'effetto è interpolato usando una serie di vettori che ne regolano l'intensità.

It is possible to add a control point on a line by Ctrl+Click on a segment. You may remove a control point from a line by Ctrl+right click on the node center.

Con un click destro su di un segmento è possibile rimuovere completamente l'intero tracciato.

A Ctrl+Alt+click on a segment will change it to a curve segment.

controllo curva

Cliccando l'icona si attiva il controllo curva quindi fate click sinistro per fissare il primo punto sull'immagine: spostatevi e fate click sinistro nuovamente per fissare un altro punto ed iniziare così a disegnare il vostro tracciato. Per terminare occorre fare click col pulsante destro del mouse in un punto qualunque.

Una curva è un insieme di punti. I punti sono collegati insieme e l'effetto è interpolato come una curva di bezier usando una serie di vettori che ne regolano l'intensità.

It is possible to add a control point on a curve by Ctrl+click on a segment. You may remove a control point from a curve by Ctrl+right click on the node center.

Con un click destro su di un segmento è possibile rimuovere completamente l'intero tracciato.

A Ctrl+Alt+click on a segment will change it to a line segment.

It is possible to change the way the points of the curve are linked together by using Ctrl+click on the center. There are four modes which correspond to different ways of handling the steepness of the bezier curve by control handles:

autosmooth This is the default mode in which the control handles are not displayed as they are automatically computed to always give a smooth curve.
cusp Control handles can be moved independently. This mode is depicted by a triangle symbol in the node center.
smooth Control handles are always giving a smooth curve. This mode is depicted by a diamond symbol in the node center.
symmetrical Control handles are always moved together. This mode is depicted by a square symbol in the node center.

strumento modifica nodi

Cliccando l'icona si attiva o disattiva lo strumento per modificare i nodi che visualizza tutti gli oggetti distorti e i relativi controlli. In alternativa si può anche fare click destro sull'immagine per ottenere lo stesso risultato.